In_CILENTO: “IL RUSTICO”, un viaggio attraverso la tradizione

In_CILENTO: “IL RUSTICO”, un viaggio attraverso la tradizione
Il fascino del buono senza tempo

Ospitalità e ristorazione: un concetto serio per chi ci mette il cuore.

Antonio Gnazzo è nato e cresciuto a Felitto, paesino dell’entroterra cilentano che costeggia la valle del fiume Calore, tipico borgo medievale che conserva ancora numerose torri di guardia e mura di cinta risalenti all’anno 1000, qui Antonio ha studiato odontotecnica , ma il richiamo della natura ha da sempre avuto la meglio, cresciuto, infatti, in una famiglia di produttori di castagne ha proseguito nella stessa direzione ampliando, però, l’immensa passione per il suo territorio e indirizzando la propria attenzione a svariate attività produttive vino, olio, ortaggi e dulcis in fundo alla coltivazione del grano per antonomasia: il Grano Duro “Senatore Cappelli” una specie, rara e pregiata, una varietà mai sottoposta a modificazioni genetiche, nata nel primo ‘900 e dalle caratteristiche nutrizionali formidabili tanto da essere definito “la carne dei poveri”, questa tipologia di grano può essere coltivato solo biologicamente ed ha una resa davvero eccellente.

Quella del grano è stata per Antonio una vera e propria sfida, un progetto in cui nessuno credeva e da cui, in tanti, hanno provato a distoglierlo, ma che lui testardo e ostinato ha voluto portare avanti, raccogliendo i frutti di tanto impegno e lavoro, oggi infatti nel suo ristorante per la produzione di pane e di pizze utilizza con orgoglio il “suo” grano! Si perché Antonio oltre che produttore ha da poco acquisito la gestione di un ristorante a pochi km dalle Gole del Calore, qui ad accoglierti il sorriso cordiale di Genny, moglie di photostudio_1533498736267Antonio, che con la sua gentilezza ti fa sentire subito a casa, è lei la regina della cucina, ed è lei che crea pietanze semplici ma di gran gusto, dagli antipasti ricchi di ortaggi e formaggi, alla pasta, piatto tipico di Felitto, photostudio_1533496470409il “fusillo felittese”, che solitamente si usava consumare durante le feste, è una particolare pasta fresca all’uovo, frutto di lavorazione manuale tramandata di generazione in generazione, realizzata con l’ausilio di un sottile ferretto e con semplici ingredienti, quali: semola di grano duro, uova ed olio extra vergine di oliva. Si presenta come un maccherone forato di lunghezza variabile (superiore ai 20 cm) e di spessore ridotto (massimo 24 mm) di colore giallo più o meno intenso.

I secondi, poi, una vera e propria scoperta gastronomica, anima di un territorio da cui attinge sapori dalla assoluta pienezza e dall’uso sapiente di tecnica e passione , i dolci, un tripudio di sapori perfettamente bilanciati in cui tradizione e qualità sono le parole d’ordine e come non terminare con un finocchietto di produzione di Genny ed il caffè di Antonio, nota finale perfetta di una sinfonia di sapori intriganti.

Insomma, un gran bel viaggio nella tradizione culinaria cilentana, dove il tempo sembra essersi fermato.

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