Food experience: Acqua&Sale, ristorante pescheria

Il mare a tavola, tra tradizione e innovazione

Sfatiamo un mito: la cucina a base di pesce fresco non è appannaggio solo dell’estate e dei locali sul mare, la qualità la trovi ovunque si facciano scelte di cuore, una di queste è senza dubbio una piccola ma accattivante realtà, Acqua & Sale nel cuore di Scafati, una location dagli interni semplici, eleganti e d’impatto, dal design contemporaneo, pulito ed essenziale.

Chef e patron, Giorgio Vitiello, la pesca, la sua passione fin da bambino, passione che nel 2010 lo porta ad aprire una pescheria, primo step di un progetto ben più grande: la ristorazione, ed infatti a soli due anni di distanza dall’apertura della pescheria ecco che, nel 2012 realizza il suo sogno Acqua & Sale, ristorante pescheria. Alla guida lui, giovane chef e imprenditore, con un’unica grande passione: il buono. Giorgio sin dal primo giorno si mette in gioco con una cucina dove i prodotti del territorio sono utilizzati cercando, da un lato di strizzare l’occhio alla tradizione, e dall’altro di spostare avanti l’asticella del gusto in una realtà, quella della provincia, non proprio facile, esempio perfetto ne è lo “spaghetto ai ricci di mare”, che della classica ricetta ha solo il nome e gli ingredienti, perché tecniche di cottura e composizione conducono a nuove e stimolanti sensazioni in un mix di sapori e di consistenze che emozionano. Ben marcata con un giusto influsso creativo è la formazione di Giorgio nel rielaborare ingredienti, applicando tecniche, preziosismi e impiattamenti che elevano il piatto.

Voglia di mettersi in gioco e rischiare portando in cucina odori e sapori dal mare, celebrando l’importanza della freschezza del prodotto ma soprattutto seguendone la stagionalità, il risultato è un menù in costante mutamento. 

Osservando più da vicino l’offerta gastronomica non c’è che da essere indecisi nella scelta delle pietanze, emozionate il crudo, un tripudio di freschezza e sapori da perdere la testa, coinvolgente la capasanta scottata, polposa, saporita accompagnata da un’insalatina a donare freschezza e smorzare i colori caldi del piatto.

Indecisa, se scegliere i più classici spaghetti alle vongole, o dare ascolto alla mia più grande passione, lo spaghetto ai ricci di mare, seguo l’istinto e mai scelta è stata più consapevole e vincente, un tripudio di colori e sapori, un piatto accattivante e ruffiano, un classico reinterpretato in chiave moderna nel rispetto della qualità attraverso lo studio della materia prima per arrivare ad un’espressione originale e innovativa del riccio.

Ben eseguita e di carattere la frittura di pesce, un classico irrinunciabile, un peccato di gola a cui nessuno sa dire di no, un fritto perfetto, da far bene all’umore e non solo.

Eccoci così giunti ad uno dei momenti più attesi di un pranzo o di una cena. Il dessert non soltanto il miglior modo per concludere un’esperienza gastronomica di valore, l’ultimo pasto, infatti, quello decisivo, grazie al quale l’ospite potrà formulare il suo giudizio definitivo sull’offerta culinaria proposta e Giorgio in questo ha fatto davvero centro, duplice la proposta: cheesecake con spuma al mango, crumble di cacao amaro e lamponi e tartelletta con base al caramello, cremoso al caffè frutti di bosco e mentuccia, l’espressione perfetta per coniugare in modo armonioso tradizione e contemporaneità, regalando l’esperienza memorabile che tutti si aspettano da un fine pasto “mozzafiato”.

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